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RECENSIONE DEL CINQUANTADUESIMO EPISODIO DI DRAGON BALL SUPER:

MAESTRO E ALLIEVO RIUNITI

Caro Trunks,

il presente in cui ti trovi è andato avanti rispetto a quello che ti lasciasti alle spalle, dopo la disfatta di Cell e la morte di Goku, a partire da Vegeta che adesso ha bisogno della stanza gravitazionale per sbollire la notizia della morte di tua madre per mano di Black, allo stesso livello di pressione in cui anni addietro smaltiva là dentro la frustrazione di sapere Goku migliore di lui.

Lo avresti mai pensato all’epoca, quando dal dott. Gero fosti tu a salvare Bulma ed il suo bambino e non lui, che non mosse un dito?

Eppure, la donna di quel futuro non è mai stata la “sua” Bulma, essendo egli morto, per mano dei cyborg, quando il suo cuore era ancora troppo duro per confessare dei sentimenti.

Pure tua madre, con quella ruga in più ai lati della bocca, si stupirebbe di saperlo così furibondo, al punto da non essersi accorto, proprio tra quelle pareti di metallo dove un tempo rincorreva Goku, che questi se ne è andato da solo, insieme a Whis e a Bills, a cercare le origini del tuo nemico, senza neppure avvertirlo.

E se un barlume di cambiamento era già percettibile in tuo padre quando lo lasciasti per ritornare alla tua realtà di distruzione, di certo non avresti mai pensato quale trasformazione avrebbe subito proprio il ragazzino che in quell’occasione salvò il mondo.

Gohan non è più il giovane che ti insegnò a combattere e che senza un braccio ti salvò la vita, né l’eroe di un altro mondo che avanzava alla volta di Cell con incedere lento e furioso.

Di quel guerriero non è rimasto più neanche un muscolo e la sua divisa è stata soppiantata da comuni abiti terrestri. Sì è fatto una famiglia e lavora come ricercatore all’università.

Se qualche volta disobbedisce alle leggi gravitazionali, lo fa solo per tenere a bada sua figlia.

Non gli importa più la competizione fisica o la salvezza dei suoi, perché sa che per quello c’è sempre suo padre.

Ha dimenticato persino di domandarti la ragione del tuo ritorno, perché non ha più il sentore che qualcosa non stia andando nel verso giusto, e la prospettiva di un nuovo nemico non lo elettrizza più.

Gohan è l’antitesi di suo padre, è il figlio perfetto allevato da Chichi, rimasta vedova tra le montagne per troppi anni. Per salvare la Terra, si è buttato in mezzo alle battaglie con l’incoscienza di un piccolo saiyan, ma più cresceva, più il suo sangue alieno, dolcificato da quello terrestre, fluiva lento, fino a smettere di pulsare con il ritorno di Goku nel mondo dei vivi e a prosciugare tutto il corpo.

E’ un processo di addomesticamento non diverso da quello di Vegeta, con la differenza che il sangue di questi è puro e prevale sempre anche quando fa il padre ed il marito.

Gohan, invece, ha preferito realizzare il sogno di studiare, e per il resto conduce una vita normale, tra la famiglia ed il lavoro.

Piccolo e Goku se ne sono fatta una ragione, ma c’è ancora chi spera in un suo ritorno.

Tutto sommato, per quanto tu sia rimasto sorpreso di questo cambiamento, devi riconoscere che anche a te sarebbe piaciuto condurre una vita simile, poter cenare a tavola con tua madre e la ragazza che amavi in una serata qualunque nella cucina di casa.

Ma tu non hai avuto scelta, Gohan sì.

Perciò, non biasimarlo se ha preferito la normalità ai clamori delle battaglie, il sorriso di sua figlia al ghigno del nemico, e rammenta la serenità del suo volto e l’aria che si respirava a casa sua ogni volta che, amareggiato, avrai bisogno di ricordarti per cosa stai combattendo.

 


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1 risposta

  1. OL

    Un emozionante excursus girato -come un film!- con il brillante escamotage epistolare, per far rabbrividire, ricordare ed emozionare chi sempre con passione ti segue e segue le vicende dei nostri.

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