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RECENSIONE DEL SESSANTASETTESIMO EPISODIO DI DRAGON BALL SUPER:

UNA NUOVA SPERANZA NEL CUORE!

Sembrava fatta.

La macchina del tempo era pronta; gli orecchini erano stati consegnati ai legittimi proprietari, dopo essere serviti a poco.

Trunks e gli altri respiravano aria di vittoria.

Sembrava tutto perfetto, ma certi nemici sono duri a morire anche con un corpo tagliato in due.

Sotto forma di spirito, Zamasu ritorna e infesta il cielo di mille sue facce dal ghigno diabolico.

La Terra assume le sembianze di Zamasu e l’universo intero soccombe alla sua risata.

È la fine.

La fine che lui voleva: un mondo senza dei e senza uomini, dove l’universo è fatto della sua sostanza, ma l’ideale di bellezza, che andava decantando, è ormai tramontato.

Quando tutto sembra perduto e non ci sono più senzu grazie ai quali recuperare le forze, spunta nella tasca di Goku il bottone con cui chiamare il dio superiore a tutto e tutti.

Compare Zeno e, sebbene non sia lo stesso che aveva preso in simpatia Goku, questi ripone fiducia nel saiyan fin da subito e decide di eliminare quell’orribile universo, dove le facce di Zamasu hanno preso il posto delle stelle.

I nostri si mettono in salvo grazie alla macchina del tempo, la quale – Bulma deve averla potenziata di parecchio -, riesce di nuovo a tornare in quel futuro e a recuperare il piccolo Zeno rimasto a fluttuare da solo.

Goku ha la simpatica idea di portarlo a giocare dall’altro Zeno, tenendo così fede alla promessa di procurargli un compagno di giochi.

Più difficile è risolvere la questione relativa alla collocazione di Trunks e Mai.

Ci pensa Whis, che si scopre essere figlio del Sommo Sacerdote di Zeno, il quale decide di andare nel futuro – quello alternativo creato senza volere da Bills -, ad avvertire quest’ultimo di tenere d’occhio Zamasu.

Su come eliminare il discepolo disubbidiente, Whis lascia intendere di avere un asso nella manica migliore dell’onda sigillante.

L’unico problema è che in quella dimensione si ritroverebbero a coesistere due Trunk e due Mai, ma i giovani accettano il rischio.

Mentre Goku e Vegeta devono grondare sudore e sangue censurato, gli dei si dimostrano ancora una volta superiori a chiunque. Che si tratti di Whis o di Zeno, sono talmente forti da non aver bisogno di combattere e – probabilmente -, a noi comuni mortali non sarà mai dato il piacere di vederli in azione.

Con questo episodio se ne va un personaggio da sempre amato e apprezzato da tutti e pare che questa volta, a differenza dell’altra, gli sia stato riservato un futuro migliore in compagnia della donna che ama.

Mentre la macchina del tempo è prossima a dissolversi nello spazio-tempo, struggente è l’incontro con il suo maestro, senza occhiali e con lo sguardo da saiyan che lui ricordava, che arriva giusto in tempo per salutarlo.

La sua mancanza si sentirà più di quella di Zamasu, che è stato, ad ogni modo, un cattivo interessante soprattutto per i dubbi esistenziali e certi discorsi filosofici che i bambini non capiranno.

Forse, per rivedere di nuovo questo Trunks, bisognerà attendere una nuova serie e mettere in conto che potrebbero passare anche venti anni.

Forse, non lo rivedremo mai più.

In ogni caso, Trunks sarà sempre il benvenuto perché è un personaggio legato indissolubilmente alla vecchia serie e, ogni volta che giungerà dal futuro per annunciare sciagure, porterà noi spettatori indietro in quel tempo, all’età che ciascuno di noi aveva, quando tagliò Freezer in due parti e lo distrusse in un niente.

 

 

 


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1 risposta

  1. Nordlys

    Il bene per Trunks del futuro è che nell’altro Trunks (sempre del futuro) troverà un collega.
    Quando rivedremo Trunks del futuro… saranno DUE Trunks del futuro. Come le Gacchan.

    Tra poco invece sembra che tornerà un altro personaggio legato a Trunks: C17.

    Rispondi

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