• HOME
  • CONTATTI

RECENSIONE DEL CINQUANTOTTESIMO EPISODIO DI DRAGON BALL SUPER:

IL MISTERO TRA ZAMASU E BLACK SI INFITTISCE!

L’onnisciente Zuno, colui che sa tutto ma proprio tutto, compresi i centimetri delle tette di Bulma, viene messo alle strette da Zamasu.

A questi non interessa la circonferenza e la storia delle sfere del drago. Bada al sodo, lo schiaffeggia nel suo gozzo flaccido e gli pone più domande di quante gliene spettino.

In particolare, vuole sapere chi sia veramente Goku.

Il saiyan, intanto, insieme a Vegeta e a Trunks si riprende alla Capsule Corp. grazie ai senzu di Balzar.

Ancora una volta, l’enorme terrazzo della dimora di Bulma diventa teatro di incontro con gli dei.

Basta offrire un gelato a Whis e a Bills per tenerseli sempre amici, ma con loro questa volta c’è anche Kaiohshin, che alla mensa dei terrestri ha banchettato molto di meno e non è ingordo quanto loro.

Un dio che scende in Terra è quasi sempre araldo di cattive notizie, ed infatti Kaiohshin rivela di aver saputo da Zuno delle intenzioni di Zamasu di riunire le super sfere del drago.

A questo punto la matassa si dipana grazie alla spiegazione fornita da Whis.

E’ chiara persino a Goku, che aveva dimenticato in bagno i preziosi fagioli prima di partire e che, in genere, non emerge per intuito.

Con le super sfere del drago Zamasu ha ottenuto non solo l’immortalità, ma ha dato vita a Goku Black.

L’assistente di un dio genera a sua volta un altro assistente.

Dunque, Black non è il risultato di una fusione, né tanto meno Goten che ha battuto la testa o un altro parente somigliante al buon Goku.

E’ un fantoccio creato apposta per perseguire i suoi propositi di giustizia, perché da solo Zamasu non bastava.

Occorreva una macchina da guerra perfetta quasi quanto Son Goku, un saiyan con l’aura di un dio – si badi bene! – non un essere umano qualunque che rientra, invece, nel suo piano di sterminio.

Ecco allora che il drago delle super sfere fa quello che Shenron non ha mai fatto perché nessuno è riuscito mai a chiederglielo: dona l’immortalità e genera un clone, che ha i ricordi di Goku , la mente imbottita dalle teorie farneticanti di Zamasu ed un potara all’orecchio la cui presenza va ancora spiegata.

Non è più il drago amico che restituisce vite.

Oltretutto, va invocato ogni anno e, per aggirare l’ostacolo ed ottenere un secondo desiderio nel più breve tempo possibile, Zamasu ricorre all’anello del tempo.

Gli dei comprendono allora che la vita di Gowasu, il Kaiohshin del decimo universo, è in pericolo ed insieme a Goku decidono di andargli a far visita.

I tanti dubbi sulla giustizia e sul ruolo di un dio, a detta dell’anziano, sono stati fugati ed il cuore di Zamasu è tranquillo, pronto per vegliare sull’universo intero con il dovuto distacco.

Un dio che si lascia trasportare dalle vicende degli uomini e che inorridisce dinanzi alla loro ferocia avrebbe da perdere la testa e Zamasu è già diventato pazzo.

Da bravo discepolo, tuttavia, trasporta il carrello con le tazze da the all’ombra del palazzo. Sembra calmo, diligente, educato.

L’ora del the è – non a caso! – un momento di meditazione, una filosofia di vita, il raggiungimento dell’illuminazione. Con il suo rituale lo spirito si purifica e si allenta dalle ansie e dagli affanni quotidiani.

Zamasu avrebbe bisogno di berne, ma il the servito da un servo infedele non promette mai niente di buono…


CONTINUATE A SEGUIRCI SU FACEBOOK

SEGUITECI SU INSTAGRAM: @DRAGONBALLSUPERITALIA


 

 

 

A proposito dell'autore

Post correlati

Rispondi

EnglishFrançaisDeutschItalianoEspañol
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: